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Conversazioni con Fidel Castro: I Pericoli di una Guerra Nucleare

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Nota Introduttiva

A partire dal  12 ottobre 2010 fino al 15 dello stesso mese, ho sostenuto lunghe e dettagliate conversazioni con Fidel Castro all’Avana sui pericoli di una guerra nucleare, la crisi economica mondiale e il carattere del Nuovo Ordine Mondiale. Questi incontri portarono  ad una proficua intervista su argomenti diversi.

La prima parte dell’intervista pubblicata dal Global Research e Cuba Debate parla sui pericoli di una guerra nucleare.

Il mondo si trova di fronte a un pericoloso dilemma . Siamo arrivati ad un punto critico cruciale nella nostra storia.

L’intervista con Fidel Castro dà un’interpretazione della natura della guerra moderna: Se iniziasse un’ operazione militare contro la Repubblica Islamica dell’Iran, Gli Stati Uniti e i suoi alleati non potrebbero vincere una guerra convenzionale, e ci sarebbe la possibilità che questa guerra diventassi una guerra nucleare.

I dettagli degli attuali preparativi di guerra nei confronti dell’Iran sono stati nascosti dall’opinione pubblica.

Come affrontare la proposta diabolica e assurda formulata dal governo degli Stati Uniti che l’uso delle armi nucleari tattiche contro l’Iran faranno del Mondo un luogo più sicuro?

Un concetto basilare formulato da Fidel Castro nell’intervista è la ” Battaglia delle idee”. Il leader della Rivoluzione cubana  pensa che basterebbe una sola grande ” Battaglia delle idee” per cambiare il corso della storia mondiale. L’obbietivo è quello di impedire l’impensabile, una guerra nucleare che minaccia con la distruzione della vita sul pianeta.

I mass media corporativi partecipano ad atti di camuffamento. Le conseguenze devastanti di una guerra nucleare sono trivializzate oppure non menzionate. Di fronte a queste circostanze, il messaggio di Fidel al Mondo dovrà essere ascoltato; tutti i popoli del Pianeta, a livello  nazionale e internazionale, dovranno capire quanto è grave la situazione attuale e agire energicamente a tutti i livelli della società per cambiare il corso degli avvenimenti.

La ” Battaglia delle idee ” fa parte di un processo rivoluzionario. Di fronte a questo mare di disinformazione, Fidel Castro è disposto a diffonfere la parola su tutto il territorio, ad informare l’opinione pubblica mondiale, a rendere possibile l’impossibile, pur di impedire un’avventura militare che nel vero senso della parola mette a rischio il futuro dell’Umanità.

Quando una guerra finanziata dagli Stati Uniti diventa uno strumento di pace con l’approvazione e il consenso delle istituzioni mondiali e la più alta autorità inclusa le Nazioni Unite, non torna in dietro: la società umana va definitivamente verso l’autodistruzione.

La ” Battaglia delle idee ” portata avanti da Fidel dovrà essere tradotta in un movimento mondiale. I popoli dovranno darsi da fare contro questa impresa militare diabolica.

Questa guerra potrà essere evitata se i popoli fanno presione sui governi e sui loro rappresentanti eletti, se si organizzano a livello locale in popoli, borghi e comuni, difendono la parola, informano ai loro concittadini sulle conseguenze di una guerra termonucleare e cominciano i dibattiti e le deliberazioni con le forze armate.

Di quello che abbiamo bisogno è di un movimento di masse dei popoli che possa sfidare energicamente la legittimità della guerra, un movimento mondiale dei popoli che penalizzi la guerra.

Nel suo discorso del 15 ottobre, Fidel Castro ha avvertito il Mondo dei pericoli di una guerra nucleare: ” Ci sarebbero danni collaterali, come affermano sempre i leader politici e militari nordamericani, per giustificare la morte di persone innocenti. In una guerra nucleari il danno collaterale sarebbe la vita dell’umanità. Abbiamo il coraggio di proclamare che tutte le armi nucleari o convenzionali, tutto quanto serva a fare la guerra, devono sparire!

La Battaglia delle idee è affrontare i criminali di guerra che occupano gli alti posti per rompere l’accordo fatto dagli Stati Uniti in favore di una guerra mondiale, per cambiare la mentalità di centinaia di milioni di persone, per abolire le armi nucleari. In essenza, la Battaglia delle idee è ricuperare la verità e creare la base per un Mondo di pace.

Michel Chossudovsky, Global Research, Montreal,

Giorno della Commemorazione, 11 de noviembre de 2010

” La guerra convenzionale gli Stati Uniti la perderebbero e quella nucleare non è un’alternativa per nessuno.D’altra parte, la guerra nucleare si trasformerebbe inevitabilmente in una guerra nucleare globale. “

” Penso che nessuno al mondo desidera che la specie umana scompaia. Perciò sono dell’opinione che devono sparire non solo le armi nucleari, ma anche quelle convenzionali.  Bisogna offrire una garanzia di pace a tutti i paesi senza alcuna distinzione. “

” In una guerra nucleare il danno collaterale sarebbe la vita dell’umanità.

Abbiamo il coraggio di proclamare che tutte le armi nucleari oppure convenzionali, tutto quello che serva per fare la guerra, devono sparire! “

” Si tratta d’esigere che il mondo non sia condotto verso una catastrofe nucleare, si tratta di preservare la vita. “

Fidel Castro Ruz, Ottobre 2010

Michel Chossudovsky: Sono molto lieto d’avere questa opportunità di interscambio, di conversare su argomenti che sono fondamentali, che colpiscono la società umana in generale. La nozione che Lei ha presentato in questi ultimi testi sulla minaccia all’Homo Sapiens, ritengo sia fondamentale. Qual’è questa minaccia, il pericolo di guerra nucleare e la minaccia nei confronti degli esseri umani, dell’Homo Sapiens?

Comandante Fidel Castro Ruz: Da molto tempo -direi da anni- , però in particolare da qualche mese, ho cominciato a preoccuparmi sull’imminenza di una pericolosa e possibile guerra che diventerebbe in poco tempo nucleare.

Prima gli sforzi erano concentrati sull’analisi del sistema capitalista in generale, i metodi che la tirannia imperiale ha imposto all’umanità. Gli Stati Uniti applicano nel mondo la violazione dei diritti più elementari

Durante la Guerra Fredda non si parlava della guerra, nemmeno di armi nucleari, si parlava di una pace apparente; ossia, era garantito tra l’URSS e gli Stati Uniti il famoso MAD, la “distruzione reciproca sicura”. Sembrava che il mondo avrebbe goduto delle delizie di una pace prolungata per tempo illimitato.

Michel Chossudovsky: …Quella nozione di “distruzione reciproca” è finita con la guerra fredda e poi si è riformulata la dottrina nucleare, perché in realtà non abbiamo mai pensato ad una guerra nucleare durante la guerra fredda. Bene, evidentemente c’era un pericolo – come ad un certo momento ha detto anche Robert McNamara in un’epoca. Però dopo la guerra fredda, è iniziata la riformulazione della dottrina nucleare ed in particolare dopo l’11 settembre.

Comandante Fidel Castro Ruz.- Lei mi ha chiesto quando abbiamo iniziato a renderci conto dell’imminente pericolo della guerra nucleare, circa 6 mesi fa. In particolare una delle cose che ha richiamato la nostra attenzione sul pericolo di una guerra, è stato l’affondamento della Cheonan durante una manovra militare. Era l’ammiraglia della Marina della Corea del Sud, una nave molto sofisticata. È stato in quei giorni che abbiamo trovato su Global Research l’articolo del giornalista che offriva un’informazione chiara e veramente coerente sull’affondamento della Cheonan, che non poteva essere opera di un sommergibile fabbricato oltre 60 anni fa in URSS, con una tecnologia superata, che non aveva bisogno d’attrezzatura sofisticata per essere individuato dalla Cheonan, durante una manovra congiunta con le più moderne navi degli Stati Uniti.

La provocazione contro la Repubblica Democratica di Corea si sommava alle nostre preoccupazioni riguardo ad un’aggressione contro l’Iran, che si manifestava da tempo. Stavamo seguendo da vicino il processo politico di quel paese. Conoscevamo perfettamente quanto accaduto negli anni ’50, quando l’Iran nazionalizzò le proprietà della British Petroleum nell’Iran, che allora si chiamava Anglo Persian Oil Company.

Le minacce contro l’Iran, a mio giudizio, diventano imminenti con la Risoluzione 1929 del 9  giugno 2010, data in cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanna l’Iran per le sue ricerche e la produzione di piccole quantità d’uranio arricchito al 20 %, accusandolo di costituire una minaccia per il mondo. In quella riunione si conoscono le posizioni di ogni membro del Consiglio di Sicurezza: 12 voti a favore, tra cui i 5 con diritto di veto; 1 astensione e 2 contrari, il Brasile e la Turchia. Dopo che è stata adottata quella risoluzione, la più aggressiva di tutte, attraversano quasi immediatamente il Canale di Suez una portaerei degli Stati Uniti in assetto da combattimento ed un sommergibile nucleare con la cooperazione del governo egiziano; a queste s’aggiungono unità navali israeliane in direzione del Golfo Pesco e dei mari vicini all’Iran.

La sanzione imposta all’Iran dagli Stati Uniti e dai suoi alleati della NATO è assolutamente illegale ed ingiusta. Non posso comprendere la ragione per cui la Russia e la Cina non hanno posto il veto alla pericolosa Risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; a mio giudizio, ha incredibilmente complicato la situazione politica e mette il mondo sull’orlo di una guerra.

Michel Chossudovsky – È certo che, in una certa forma, quella Risoluzione del Consiglio di Sicurezza sta annullando il programma di cooperazione militare che la Russia e la Cina hanno con l’Iran; in particolare la Russia sta cooperando al Sistema di Difesa Aereo con il suo sistema S-300.

Mi ricordo che proprio dopo la decisione del Consiglio di Sicurezza, con l’approvazione della Cina e della Russia, il Ministro degli Affari Esteri russo disse: “Bene, non abbiamo approvato quella Risoluzione e questo non invalida la nostra cooperazione militare con l’Iran”; questo fu nel giugno 2010 , ma alcuni mesi dopo, il governo di Mosca confermò che avrebbe congelato quella cooperazione militare e quindi ora l’Iran è in una situazione incredibilmente grave, perché ha bisogno della tecnologia russa per conservare la sua sicurezza, diciamo, la sua difesa aerea.

Credo però che le minacce nei confronti della Russia e della Cina hanno come obbietivo che questi due paesi non entrino nella questione iraniana. Ossia, che se c’è una guerra contro l’Iran, le altre potenze, che sono la Cina e la Russia, non intervengano in nessun modo, congelino la loro cooperazione militare con l’Iran, e, pertanto, questa è una maniera d’estendere la guerra nel Medio Oriente senza che ci sia un confronto con la Cina e la Russia, credo che questo sia ora un po’ lo scenario.

Le minacce nei confronti della Russia e della Cina sono molteplici su vari fronti. Il fatto che le frontiere della Cina siano militarizzate, come lo sono il mare meridionale cinese, il Mar Giallo, la frontiera con l’Afghanistan, lo stretto di Taiwan, è in certo modo una minaccia per dissuadere la Cina e la Russia a svolgere un ruolo di potenze nella geopolitica mondiale e preparare il terreno, e perfino il consenso, per una guerra contro un Iran che si trova con il suo sistema di difesa aerea debilitato. In inglese esiste l’espressione sitting duck, cioè papero seduto, ossia l’Iran è un papero seduto dal punto di vista delle possibilità di difendersi con il suo sistema aereo,…

Comandante Fidel Castro Ruz.- Nella mia modesta e serena opinione, a quella Risoluzione si doveva porre il veto, perche a mio giudizio, ha complicato tutto in vari sensi.

Da un punto di vista militare, per ciò che Lei spiega, ad esempio, rispetto all’impegno ed al contratto per la fornitura dei S-300 all’Iran, che sono innanzitutto armi antiaeree, molto efficienti, in primo luogo.

Poi ci sono le questioni riguardanti la fornitura di combustibile alla Cina, che sono molto importanti, visto che è il paese che la più alta crescita economica e quindi genera la maggiore domanda di petrolio e di gas. Benché esistano accordi con la Russia per la fornitura di petrolio e di gas, sta sviluppando anche l’energia eolica ed altre forme d’energia rinnovabile, possiede enormi riserve di carbone e l’energia nucleare non andrà molto in aumento, sarà al 5 % per molti anni, ossia, la necessità di gas e di petrolio dell’economia la Cina è grandissima e non concepisco, realmente, come potrà ottenere quell’energia e quali prezzi se il paese in cui hanno fatto importanti investimenti viene distrutto dagli Stati Uniti. Però il rischio peggiore è una guerra di questo tipo in Iran. L’Iran è un paese musulmano che possiede milioni di combattenti addestrati e fortemente motivati.

Michel Chossudovsky – Però le forze convenzionali sono tremende. Possono mobilitare da un giorno all’altro milioni di effettivi e si trovano alla frontiera con l’Iraq, alla frontiera con l’Afghanistan, ed in caso di una blitzkrieg gli Stati Uniti non potrebbero evitare una guerra convenzionale in prossimità delle loro basi militari nella regione.

Comandante Fidel Castro Ruz – Però questa guerra convenzionale la perderebbero. Il problema è che nessuno può vincere una guerra convenzionale contro milioni di persone; non concentreranno in un luogo una moltitudine di persone perché i nordamericani ammazzino così un intero Paese.

Io sono stato un guerrigliero e ricordo che dovetti pensare molto come usare le forze che avevamo e non avrei mai commesso l’errore di concentrare le forze, perché quanto più sono concentrate, maggiori saranno le perdite occasionate dalle armi di distruzione di massa…

Michel Chossudovsky – Prima Lei ha menzionato una questione molto importante. La decisione della Cina e della Russia all’interno del Consiglio di Sicurezza, il sostegno alla Risoluzione 1929, è a loro danno perché, innanzitutto, la Russia non può esportare armi, in modo tale che la principale entrata in valuta è ormai congelata. L’Iran era uno dei principali clienti o compratori di armi russe e rappresentava un’entrata in valuta importante che sostiene l’economia di consumo ed i bisogni della popolazione.

D’altra parte Cina ha bisogno di avere il suo accesso all’energia che Lei ha menzionato. In realtà il fatto che la Cina e la Russia abbiano accettato l’accordo nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è come dire: “Accettiamo che facciate fuori la nostra economia, i nostri accordi commerciali con l’Iran…”

Questo è molto grave, perché non è solamente un danno per l’Iran, è un danno per questi due paesi ed io suppongo – anche se non sono un politico – che ci devono essere delle tremende divisioni all’interno della leadership, sia in Russia come in Cina, perché questo possa accadere, perché la Russia accetti di non esprimere il suo veto nel Consiglio di Sicurezza.

Mi hanno detto, ho parlato anche con dei giornalisti russi, che quello non era un accordo del governo come tale, era un disegno. Però c’è gente all’interno del governo che ha un altro punto di vista rispetto agli interessi della Russia ed il suo comportamento nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Lei come la vede?

Comandante  Fidel Castro Ruz– Come vedo la situazione generale? L’alternativa in Iran – lo dirò in questi termini -, la guerra convenzionale gli Stati Uniti la perderebbero e quella nucleare non è un’alternativa per nessuno.

D’altra parte, la guerra nucleare si trasformerebbe inevitabilmente in una guerra nucleare globale. Perciò la pericolosità dell’attuale situazione in Iran, prendendo in considerazione le ragioni che Lei sta esponendo ed altri dati, mi porta alla conclusione che la guerra acquisirebbe un carattere nucleare.

Michel Chossudovsky – Vuol dire che siccome gli Stati Uniti ed i loro alleati sono incapaci di vincere la guerra convenzionale, utilizzeranno l’arma nucleare; però nemmeno con quella possono vincerla, perché perderemo tutto.

Comandante Fidel Castro Ruz.- Perderebbero tutti; è una guerra che perderebbero tutti. Che cosa ci guadagnerebbe la Russia se si scatena una guerra nucleare? Che cosa ci guadagnerebbe la Cina? Che carattere avrebbe quella guerra, come reagirebbe il mondo, che effetto avrebbe sull’economia mondiale? Lei l’ha spiegato all’università, quando ha parlato del sistema di difesa centralizzato ideato dal Pentagono. Sembra fantascienza, non assomiglia per niente all’ultima guerra mondiale. Un’altra cosa è molto importante: il tentativo di trasformare le armi nucleari in armamenti tattici convenzionali.

Proprio oggi, 13 ottobre, ho letto una nota d’agenzia che riportava che i cittadini di Hiroshima e Nagasaki stavano protestando energicamente per il fatto che gli Stati Uniti avevano appena realizzato delle prove nucleare sub-critiche. Le cosiddette prove nucleari sub-critiche sono con l’impiego di un’arma nucleare senza utilizzare tutta l’energia raggiungibile con la massa critica.

Dice: “Indignazione a Hiroshima e Nagasaki per una prova nucleare degli Stati Uniti.”…

“Le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki che hanno subito un attacco nucleare al termine della Seconda Guerra Mondiale, hanno condannato oggi la prova nucleare effettuata dagli Stati Uniti lo corso settembre, denominato sub-critica perché non provoca reazioni nucleari a catena.

“La prova, la prima di questo tipo in quel paese dal 2006, si è svolta il 15 di settembre in un centro del Nevada, Stati Uniti. È stata confermata ufficialmente dal Dipartimento dell’Energia di quel paese, ha informato il quotidiano Japan Times.”

Che cosa ha detto quel giornale?

” L’hanno condannata profondamente “perché speravano che il presidente Barack Obama assumesse la leadership nell’eliminazione delle armi nucleari”, ha dichiarato oggi il governatore di Nagasaki, Hodo Nakamura, durante una conferenza stampa.

Seguono quindi una serie di notizie riguardanti il fatto.

“La prova ha provocato inoltre le proteste dei cittadini di Hiroshima e Nagasaki, compresa quella di diversi superstiti delle bombe atomiche che distrussero le due città nell’agosto del 1945.

“Non possiamo tollerare un’azione degli Stati Uniti che tradisce la promessa del presidente Barack Obama di progredire verso un mondo senza armi nucleari”, ha detto il vicedirettore del Consiglio delle Vittime della Bomba Atomica di Hiroshima, Yukio Yoshioka.

“Il governo ha dichiarato che non ha intenzione di protestare.” Lascia all’ambito sociale la protesta e prosegue:  “Con questa sono 26 le prove nucleare sub-critiche effettuate dagli Stati Uniti dal luglio del 1997, quando fu effettuata la prima.”

Prosegue dicendo:

“Washington considera che queste prove non violano il Trattato per la Proibizione Completa Test Nucleari (CTBT) poiché non provocano reazioni a catena e pertanto non liberano energia nucleare, per cui possono essere considerati test di laboratorio.”

Gli Stati Uniti dicono che devono fare quei test perché sono necessari per mantenere la sicurezza del loro arsenale nucleare”, cioè, visto che abbiamo grandi arsenali nucleari, lo facciamo per sicurezza.

Michel Chossudovsky.-  Riprendiamo la questione della minaccia all’Iran, perché Lei ha detto che gli Stati Uniti ed i loro alleati non possono vincere una guerra convenzionale.  Quello è vero;  ma l’arma nucleare potrebbe essere utilizzata come un’alternativa ad una guerra convenzionale, e questo, evidentemente, è una minaccia per l’umanità, come Lei l’ha sottolineato nei suoi scritti.

Quello che mi preoccupa è che dopo la Guerra Fredda si è sviluppata questa nozione dell’arma nucleare dal volto umano, affermando che, certamente, non è un’arma pericolosa, che non danneggia i civili, ed in un certo modo si cambiò l’etichetta dell’arma nucleare.  Quindi, secondo i loro criteri, l’arma nucleare non è diversa da quella convenzionale, ed adesso nei manuali militari dicono che l’arma nucleare tattica è un’arma che non rappresenta danni per i civili.

Quindi, potremmo avere una situazione dove perfino quelli che decidono d’attaccare l’Iran con l’arma nucleare non si rendano conto delle conseguenze che potrebbe avere per il Medio Oriente, l’Asia Centrale, ma anche per l’intera umanità, perché dicono: “Beh, secondo i nostri criteri, quella arma nucleare è diversa da quella della guerra fredda, e quindi, possiamo utilizzarla contro l’Iran come un’arma a salvaguardia della sicurezza mondiale.

Che cosa ne pensa?  È tremendamente pericoloso, perché loro stessi credono alla loro propaganda.  È una propaganda interna in seno alle forze armate ed all’apparato politico.

Nella declassificazione delle armi nucleari tattiche che si fece nel 2002, 2003, perfino il senatore Edward Kennedy disse allora che era un modo di confondere le frontiere tra le armi convenzionali e quelle nucleari.  Tuttavia viviamo in un’epoca dove l’arma nucleare non è diversa dal Kalashnikov; esagero, certamente, però in un certo modo fa parte della scatola degli attrezzi – è la parola che usano loro, “scatola degli attrezzi” -, da cui si sceglie il tipo d’armamento da utilizzare. A questo punto l’arma nucleare potrebbe essere utilizzata nel teatro di guerra convenzionale, portandoci verso quello che è impensabile, uno scenario nucleare a livello regionale, ma con ripercussioni che potrebbe essere a livello planetario.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Ho ascoltato ciò che ha affermato durante La Mesa Redonda: tali armi, ipoteticamente inoffensive per per coloro che si trovano nelle vicinanze dei luoghi in cui sarebbero utilizzate, potrebbero avere un livello equivalente, da un terzo di quella usata a Hiroshima a sei volte la potenza di quell’arma, ed oggi si sa benissimo il suo terribile danno: una sola bomba ammazzò all’istante 100.000 persone.  Figuratevi, una bomba sei volte, oppure due volte, più potente di quella , o con la stessa potenza, oppure con il 30% di quella potenza. È assurdo.

Lei ha anche spiegato all’università il tentativo di presentarla come un’arma umanitaria che potrebbe essere inoltre a disposizione delle truppe durante le operazioni. In maniera tale che, in un determinato momento, potrebbe essere facoltà del comandante della zona delle operazioni impiegare quell’arma perché più efficiente delle altre, e ciò rappresenterebbe un suo dovere in base alle dottrine militari ed agli insegnamenti che ricevono nelle accademie militari.

Michel Chossudovsky.-  A questo punto non credo che quest’arma nucleare s’utilizzerà senza l’approvazione, diciamo, del Pentagono o del Comando centrale; penso comunque che potrebbe essere utilizzata senza l’approvazione del Presidente degli Stati Uniti e del Comandante in Capo delle Forze Armate, che è sempre il Presidente degli Stati Uniti; cioè, non è la stessa logica della guerra fredda, dove c’era il telefono rosso…

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Capisco, professore, quello che Lei dice sull’uso di quell’arma come facoltà delle autorità superiori del Pentagono, e mi sembra giusto che Lei faccia questo chiarimento affinché non le addossino la responsabilità d’esagerarne il pericolo.

Però, guardi, quando si conosce l’antagonismo e le discussioni tra il Pentagono ed il Presidente degli Stati Uniti, non rimangono molti dubbi sulla decisione del Pentagono se il capo del teatro delle operazioni chiede l’uso di quella arma perché la considera necessaria o indispensabile.

Michel Chossudovsky.-  C’è anche un altro elemento, cioè, lo spiegamento di armi nucleari tattiche in vari paesi europei appartenenti alla NATO, tra cui la Turchia, l’Italia, la Germania; ci sono, quindi, tantissime piccole bombe nucleari molto vicino al teatro di guerra, e poi abbiamo Israele.

Non credo che Israele inizierà una guerra per conto proprio; è impossibile in termini strategici e decisionali.  Nella guerra moderna con la centralizzazione del sistema di comunicazione, di logistica e tutto il resto, è una decisione centralizzata;  tuttavia potrebbe agire se gli Stati Uniti danno il via e poi sarà Israele a fare il primo attacco.  Questo non è da escludere benché ci siano alcuni analisti che dicono che la guerra in Iran incomincerà in Libano ed in Siria con una guerra di frontiera convenzionale, e questo sarà il pretesto per una escalation delle operazioni militari.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Ieri 13 ottobre  nel Libano una moltitudine di persone ha ricevuto Ahmadinejad come un eroe nazionale. Stamattina ho letto su questo una notizia d’agenzia.

Inoltre, si ha notizia delle preoccupazioni d’Israele, perché i libanesi sono molto combattivi, possiedono tre volte di più il numero di proiettili reagenti di cui disponevano nel precedente conflitto tra Israele e Libano; è una grande preoccupazione per Israele, perché hanno bisogno – secondo i tecnici israeliani –  dell’aviazione per combattere quest’arma.  Affermano, dunque, che potrebbero attaccare l’Iran solo per alcune ore e non per tre giorni, perché dovrebbero prestare attenzione a tale pericolo.  Per questo motivo, partendo da quei punti di vista, sono sempre più preoccupati, perché quelle armi fanno parte dell’arsenale militare convenzionale degli iraniani.  Tra gli armamenti convenzionali, per esempio, hanno centinaia di lanciarazzi utilizzabili contro imbarcazioni di superficie in questa zona del Caspio. Dalle guerre delle isole Falkland, è risaputo che una nave può difendersi da uno, due o tre proiettili;  figuratevi, però, come può proteggersi una nave da guerra, abbastanza grande, contro una pioggia di  quel tipo di armi. Sono navi veloci, guidate da personale ben preparato, perché gli iraniani sono da 30 anni che stanno creando il personale e hanno sviluppato armi convenzionali efficienti.

Lei stesso sa e conosce ciò che è successo nell’ultima Guerra Mondiale, prima della comparsa delle armi nucleari, dove morirono 50 milioni di persone per l’effetto distruttore delle armi convenzionali.

Oggi, una guerra non è più come nel XIX secolo, prima della comparsa delle armi nucleari, anche se allora era già immensamente distruttiva.  Le armi nucleari apparvero all’ultimo minuto, perché Truman volle usarle, provando la bomba su Hiroshima, creata dala massa critica dall’uranio, ed un’altra al plutonio su Nagasaki.  Entrambe le bombe ammazzarono subito circa 100.000 persone. S’ignora le persone ferite e colpite dalle radiazioni che morirono successivamente oppure che soffrirono per diversi anni i loro effetti. Per di più, una guerra nucleare produrrebbe l’inverno nucleare.

Parlo dei pericoli di una guerra partendo dal danno immediato. Ne basta un numero ridotto; le armi di cui dispone una delle due potenze meno forti, l’India ed il Pakistan, e la loro esplosione sarebbe sufficiente a creare un inverno nucleare della durata di 8 – 10 anni, in cui non sopravvivrebbe nessun essere umano – perché sarebbe impossibile -. In poche settimane non si vedrebbe più la luce del sole.

L’uomo ha meno di 200.000 anni, finora tutto si svolgeva normalmente, le leggi della natura si realizzavano, le leggi della vita si sviluppavano nel pianeta Terra da oltre 3 miliardi di anni. Secondo tutti gli studi, l’uomo, l’homo sapiens, l’essere intelligente, non esisteva quando erano trascorse le 8 decime parti di un milione. Duecento anni fa non si sapeva nulla. Oggi si conoscono le leggi che regolano l’evoluzione delle specie. Gli scienziati, i teologi, perfino i religiosi più sinceri, che inizialmente si facevano eco della campagna delle grandi istituzioni ecclesiastiche contro la teoria di Darwin, accettano oggi le leggi dell’evoluzione come reali, senza che ciò abbia ostacolato l’esercizio di sincere credenze religiose, in cui spesso trovano conforto le persone per le loro più sentite pene.

Penso che nessuno al mondo desidera che la specie umana scompaia. Perciò sono dell’opinione che devono sparire non solo le armi nucleari, ma anche quelle convenzionali.  Bisogna offrire una garanzia di pace a tutti i paesi senza alcuna distinzione, sia agli iraniani che agli israeliani, e le risorse della natura devono essere distribuite. Devono! Non voglio dire che lo faranno, nemmeno che sia facile riuscirci, ma non c’è alternativa per l’umanità, in un mondo che ha dei limiti nella sua estensione ed in alcune determinate risorse, anche se si sviluppasse tutto il potenziale scientifico per creare fonti d’energia rinnovabili.  Ci sono all’incirca 7 miliardi di abitanti, dunque, occorre una politica demografica, occorrono molte cose, e quando le mettiamo tutte insieme, chiediamo: sarà l’essere umano in grado di capirlo e di superare tutte queste difficoltà?  Realmente solo l’entusiasmo può fare dire ad una persona che affronterà e risolverà facilmente tale problema.

Michel Chossudovsky.-  Quando parlò di Truman, ha detto una cosa molto importante. Truman disse che Hiroshima era una base militare e che non ci sarebbero stani danni per i civili.

Quella nozione dei danni collaterali, sembrerebbe una continuità nella dottrina nucleare dall’anno 1945 fino ai giorni nostri, cioè, non a livello di realtà, ma a livello di dottrina e di propaganda; in altre parole, nel 1945 si disse: Salviamo l’umanità ammazzando 100.000 persone e negando che Hiroshima era una città popolata, dicendo che era una base militare.  Però oggi quella falsificazione è molto più sofisticata, più generalizzata e l’arma nucleare è più evoluta.  In modo tale che, nella misura in cui stiamo trattando del futuro dell’umanità e della minaccia di una guerra nucleare a livello planetario, la questione della finzione e della menzogna, la questione della finzione all’interno del discorso politico e militare, ci conduce ad una catastrofe planetaria senza che i politici capiscano le loro stesse menzogne.

Lei ha detto che gli esseri umani intelligenti esistono da 200.000, ma quella stessa intelligenza tradotta a livello di istituzioni, di stampa, di servizi segreti, di Nazioni Unite, è proprio l’elemento che ci distruggerà;  perché uno crede alle sue bugie ed arriva alla guerra nucleare, senza realizzare che questa è l’ultima guerra, come diceva chiaramente Einstein:  “Una guerra nucleare non può portare ad una continuazione dell’umanità, è la minaccia mondiale”. Ecco quello che volevo dire.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Ottime parole, professore.  Il danno collaterale, in questo caso, può essere l’umanità. La guerra è un fatto criminale e non c’è bisogno di una nuova legge, perche ai tempi di Nuremberg la guerra era già considerata un crimine, il più grande crimine contro l’Umanità e la pace, il più orrendo di tutti i crimini.

Michel Chossudovsky.-  I documenti di Norimberga lo dicono chiaramente:  “La guerra è un atto criminale, è l’atto supremo di guerra contro la pace”. Questo testo di Norimberga è stato molto citato. Gli alleati dopo la Seconda Guerra Mondiale  olevano utilizzarlo contro i vinti, e non dico che non ha validità; ma non si parla dei crimini commessi da loro, neanche quelli commessi contro la Germania ed il Giappone.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Con l’arma nucleare, nel secondo caso.

Michel Chossudovsky.-  Infine, è un argomento incredibilmente importante per me e se parliamo di una contro-alleanza per la pace, la criminalizzazione della guerra mi sembra fondamentale.  È l’abolizione della guerra, è un atto criminale che bisogna eliminare.

Comandante Fidel Castro Ruz .-  E nel caso dei principali criminali. Chi li giudica?

Michel Chossudovsky.-  La questione è che loro controllano anche le corti, allora anche i giudici sono dei criminali; cosa possiamo fare?

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Per me questo fa parte della battaglia di idee.

Ora, si tratta d’esigere che il mondo non sia condotto verso una catastrofe nucleare, si tratta di preservare la vita. Non sappiamo, ma presumiamo che se l’essere umano prende coscienza che la sua esistenza, quella del suo popolo, quella degli esseri più cari, perfino gli stessi capi militari degli Stati Uniti diventeranno coscienti del risultato, anche se li hanno educati durante la loro vita ad eseguire ordini, spesso genocidi, come l’impiego di armi nucleari tattiche o strategiche, perché è questo ciò che gli hanno insegnato nelle accademie.

Visto che tutto questo è una pazzia, nessun politico è esente dal dovere di trasmettere alla popolazione queste verità. Bisogna crederci,  altrimenti non ci sarà nulla per cui lottare.

Michel Chossudovsky.-  Credo che ciò che Lei stia dicendo è che al momento attuale il grande dibattito storico dell’umanità deve incentrarsi sul pericolo di una guerra nucleare che minaccia il futuro dell’umanità, e che qualsiasi dibattito che facciamo sui bisogni basilari o sull’economia potrà impedire la guerra ed instaurare una pace mondiale perché si possa pianificare il livello di vita basato sui bisogni basilari; ma se non risolviamo il problema della guerra, neanche il capitalismo sussisterà, no?

Comandante Fidel Castro Ruz.-  No, non può sussistere, dopo tutte le analisi che abbiamo fatto non può sussistere. Il sistema capitalista e l’economia di mercato che lo fa vivere, non spariscono dalla notte alla mattina, però l’imperialismo basato sulla forza, sulle armi nucleari e su quelle convenzionali con moderna tecnologia, deve scomparire se desideriamo che l’umanità sopravviva.

Ora, c’è un fatto reale che dimostra l’enorme disinformazione mondiale ed è questo:  in Cile, 33 minatori sono rimasti bloccati a 700 metri di profondità e nel mondo sono tutti felici per la notizia che i 33 minatori sono stati salvati.  Allora che cosa non farà il mondo se prende coscienza che ci sono sei miliardi e 877 milioni 596 mila 300 abitanti che bisogna salvare, se 33 hanno creato un giubilo universale e tutti i media parlano solo di quello in questi giorni, perché non si salvano i quasi 7 miliardi d’abitanti bloccati dal terribile pericolo di perire, con una morte tanto orribile come quella di Hiroshima o Nagasaki?

Michel Chossudovsky.-  Guardi, questo dipende, ovviamente, dalla copertura mediatica di diversi eventi e dalla propaganda che ne deriva.

Penso che sia stata un’incredibile operazione umanitaria quella fatta dai cileni; però è certo che se c’è una minaccia che coinvolge l’intera umanità, come Lei dice, questa dovrebbe essere in prima pagina su tutti i quotidiani del mondo, perché la vittima è tutta la società umana e potrebbe addirittura essere la vittima di una decisione presa da un generale con tre stelle, che ignora le conseguenze, però stiamo parlando del modo in cui i media, soprattutto in occidente, nascondono la questione più grave che colpisce potenzialmente il mondo attuale, che è il pericolo di una guerra nucleare e dobbiamo prenderlo sul serio, perché tanto Hillary Clinton, come Obama hanno detto che pensavano d’utilizzare l’arma nucleare nella cosidetta guerra preventiva contro l’Iran.

Bene, come rispondiamo?  Che cosa dice a Hillary Clinton ed a Barak Obama per le dichiarazioni che hanno fatto rispetto all’uso unilaterale dell’arma nucleare contro l’Iran, un paese che non rappresenta alcun pericolo per nessuno?

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Sì, conosco due cose:  ciò che si è discusso, che è stato pubblicato in questi giorni, le tremende discussioni in seno al Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti.  È il valore che davo al libro che scrisse Bob Woodward, perché rivelava come sono state tutte quelle discussioni.  Si conosce la posizione di Biden, di Hillary, di Obama e, in realtà, in quelle discussioni quello che si è mostrato più deciso contro l’estensione della guerra, che è stato capace di discutere con i militari, è stato Obama; è un fatto reale ed infatti su questo sto scrivendo l’ultima riflessione.  L’unico che è arrivato lì e gli ha dato un consiglio, era stato un suo avversario, dato la sua appartenenza al Partito Repubblicano, cioè Colin Powell, il quale gli ha ricordato che era il Presidente degli Stati Uniti, un consiglio incoraggiante.

Credo che bisogna fare giungere a tutti questo messaggio, di quello che abbiamo parlato;  credo che molti leggano sul Global Research gli articoli da Lei pubblicati.  Credo che si debbano divulgare, e nella misura in cui abbiamo avuto queste conversazioni ed abbiamo l’idea di pubblicarle, sono contento ogni qual volta Lei argomenta, ragiona ed espone questi problemi, poiché credo che semplicemente esista un vero deficit informativo, dovuto alle cause da Lei spiegate.

Ora, noi dobbiamo inventare i modi per far conoscere tutto questo?  All’epoca dei dodici Apostoli, erano soltanto 12, loro si consacrarono a diffondere gli insegnamenti che un predicatore aveva loro trasmesso. Naturalmente, avevano centinaia di’anni davanti, noi, invece, non li abbiamo, ma guardavo la lista delle personalità, sono più di 20 le personalità che stanno lavorando con Global Research, gente prestigiosa, esponendo gli stessi argomenti; però non dispongono di centinaia di anni, bensì di pochissimo tempo.

Il movimento antiguerra negli Stati Uniti, Canada e Europa è molto diviso…Alcuni pensano che la minaccia venga dall’Iran, altri dicono che sono i terroristi, e c’è molta disinformazione all’interno dello stesso movimento antiguerra.

Anche nel Social Forum la guerra nucleare non fa parte di un dibattito tra le persone di sinistra,i  progressisti. Durante la Guerra Fredda se ne parlò del pericolo di un conflitto nucleare e la gente aveva quella coscienza.

Nell’ultima riunione tenutasi a New York sulla non proliferazione, alle Nazioni Unite, l’accento era la minaccia nucleare d’entità non statali, di terroristi.

Il Presidente Obama affermava che la minaccia viene da Al Qaeda, che è in possesso dell’arma nucleare; però se uno leggi i discorsi di Obama s’insinua che il terrorismo è in grado di fabbricare piccole bombe nucleari, la cosiddetta bomba sporca.

Bene, è un modo di cambiare interamente l’accento.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  È quello che gli dicono, è quello che gli dicono la sua stessa gente e glielo fanno credere.

Ma senta, che cosa faccio con le riflessioni?  Le distribuisco alle Nazioni Unite e le invio a tutti i governi – naturalmente le riflessioni brevi, per inviarle a tutti i governi – , e so che c’è molta gente che le legge.  La questione è se Lei sta dicendo una verità o meno.  Naturalmente, quando si riuniscono tutte le informazioni su un problema più concreto, perché le riflessioni affrontano svariati argomenti, però credo che dobbiamo concentrarci maggiormente sulla diffusioni di argomenti particolari, non si può comprendere tutto.

Michel Chossudovsky.-  Vorrei farle una domanda, perché c’è una questione fondamentale relativa alla storia della Rivoluzione Cubana.  Ritengo che quel dibattito sull’avvenire dell’umanità fa parte del discorso rivoluzionario. Se la società nel suo insieme potrebbe essere minacciata da una guerra nucleare, occorre, in una certa forma, avere una rivoluzione del pensiero e delle azioni contro tale avvenimento.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Dobbiamo dire, ripeto, che l’umanità si trova a 800 metri di profondità e bisogna tirarla fuori, bisogna fare un’operazione di salvataggio.  È il messaggio che dobbiamo trasmettere alla gente.  Se molta gente ci pensa, molti faranno ciò che Lei sta facendo e sosterranno ciò che voi state sostenendo, non dipende ormai da chi lo dirà.

Bisogna inventare il modo di arrivare alle masse più coscienti. La soluzione non si trova nei quotidiani.  Internet esiste, Internet è più economico, Internet è più accessibile. Io mi sono avvicinato a voi via Internet, cercando notizie, non attraverso le agenzie d’informazione, non attraverso gli organi di stampa, la CNN, ma cercando notizie attraverso un bollettino che ricevo tutti i giorni con articoli pubblicati in Internet. Più di 100 pagine tutti i giorni.

Ieri riflettevate sul fatto che negli Stati Uniti, qualche tempo fa, due terzi dell’opinione pubblica era contro la guerra in Iran ed oggi più del cinquanta per cento è a favore di azioni militari contro l’Iran.

Michel Chossudovsky.- È successo perché negli ultimi mesi hanno detto:  “Sì, la guerra nucleare è molto pericolosa, è una minaccia; però la minaccia viene dall’Iran”, e ci sono stati cartelli a New York con la scritta:  “Di no all’Iran nucleare”, ed il messaggio di questi cartelli era presentare l’Iran come una minaccia alla sicurezza mondiale, anche se la minaccia non esisteva, perché loro non hanno armi nucleari. Alla fine siamo arrivati a questo, il New York Times all’inizio di questa settimana ha pubblicato un testo in cui dice che gli assassini politici sono legali.

Allora, quando abbiamo una stampa che ci presenta cose come queste, con la distribuzione che hanno, il lavoro diventa incredibile. Non abbiamo possibilità di cambiare questo processo con la distribuzione dei media alternativi.  Tra l’altro adesso molti di questi media alternativi sono finanziati dal potere economico.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  E tuttavia dobbiamo lottare.

Michel Chossudovsky.-  il messaggio che aveva dato ieri, che nel caso di una guerra nucleare, il danno collaterale sarebbe l’intera umanità.

Comandante Fidel Castro Ruz.–  Sarebbe l’umanità, la vita dell’umanità.

Michel Chossudovsky: Ovviamente, Internet deve continuare a funzionare come strumento di divulgazione affinché questa guerra non accada.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Bene, è l’unico modo d’impedirla.  Se crediamo nell’opinione mondiale, è come l’esempio che ho citato:  ci sono quasi 7 miliardi di persone a 800 metri di profondità; dobbiamo utilizzare il fenomeno del Cile per divulgare queste cose.

Michel Chossudovsky.-  Il paragone che Lei fa con il salvataggio dei 33 minatori, parlando della copertura mediatica del salvataggio dei 33 minatori sottoterra e dei quasi 7 miliardi d’abitanti che sono a 800 metri e non capiscono ciò che sta succedendo, noi dobbiamo però recuperarli, perché l’umanità nel suo insieme è minacciata dall’arma nucleare degli Stati Uniti e dei loro alleati, perché sono loro che dicono d’essere disposti ad utilizzarla.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  E la utilizzeranno se non c’è un’opposizione, se non c’è resistenza.  Sono ingannati, sono drogati con la superiorità militare e la tecnologia moderna e non sanno quello che stanno facendo.

Non capiscono le conseguenze, credono che si può continuare così.  È impossibile.

Michel Chossudovsky.-  Oppure credono che questo è semplicemente come una qualsiasi arma convenzionale.

Comandante Fidel Castro Ruz .-  Sì, sono ingannati e credono che si può continuare ad usare quell’arma.  Confondono l’epoca, non ricordano quello che disse Einstein:  non sapeva con quale arma si sarebbe combattuta la terza guerra mondiale, ma la quarta sarebbe stata con i bastoni e le pietre.  Ed io ho aggiunto:  “… solo che non ci sarà più nessuno ad usare i bastoni e le pietre.”  Quella è la realtà;  l’ho scritto nello stesso discorso breve che Lei mi suggerì di preparare.

Michel Chossudovsky.-  Per me la questione è che l’uso dell’arma nucleare non porterà, per forza, alla fine dell’umanità in un battere d’occhio, perché l’impatto radioattivo è un processo cumulativo.

Comandante Fidel Castro Ruz .-  Mi ripeta, mi ripeta per favore.

Michel Chossudovsky.-  L’arma nucleare ha varie conseguenze:  una che è l’esplosione e la distruzione nel teatro di guerra, che è il fenomeno di Hiroshima;  , l’altra è la radiazione che continua ad espandersi.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Sì, l’inverno nucleare, diciamo.

Il prestigioso ricercatore nordamericano professore emerito dell’Università di Rutgers, di New Jersey, Alan Robock dimostrò in modo irrefutabile che il fatto di scoppiare la guerra tra due delle otto potenze nucleari che meno armi di questo tipo possiede provocherebbe un ” inverno nucleare”.

Questa scoperta l’ha fatto alla guida di un gruppo di ricercatori che hanno utilizzato modelli ultra scientifici d’informatica.

Basterebbe che scoppiassero 100 armi nucleari strategiche delle 25 mila che possiedono le otto potenze sopramenzionate per provocare temperature al di sotto del punto di congelamento in tutto il pianeta, e una lunga notte che durerebbe circa otto anni. E’ così terribile, dice il professore Robock, che le persone entrano in uno ” stato di negazione”, non vogliono pensare a questo, è più facile fare finta che non esiste. Me l’ha raccontato di persona in una conferenza internazionale che ha tenuto, dove ho avuto l’onore di parlare con lui.

Però parto da una tesi:  Se si scatena una guerra in Iran, inevitabilmente diventa nucleare globale.  Per quel motivo ieri stavamo dicendo che non era stato corretto permettere quell’accordo nel Consiglio di Sicurezza, perché ha reso tutto più facile, capisci?

Oggi, una guerra come quella in Iran, non sarà locale perché gli iraniani non si piegheranno davanti alla forza. Mantenendo il carattere convenzionale, sarebbe una guerra che Stati Uniti e l’Europa non potrebbero vincere, quindi sostengo che diventerebbe rapidamente nucleare. Se gli Stati Uniti commettessero l’errore d’usare armi nucleari tattiche, si creerebbe una grande coinvolgimento mondiale ed il controllo degli avvenimenti sfuggirebbero loro di mano.

Se Obama ha dovuto discutere vivacemente con il Pentagono ciò che si deve fare in Afghanistan, figuratevi allora la situazione di Obama con i soldati nordamericani ed israeliani combattendo contro milioni di iraniani. I sauditi non andrebbero a combattere in Iran, nemmeno i pachistani o altri soldati arabi o musulmani. Potrebbe succedere che gli yankee abbiano seri conflitti con le tribù pachistane che stanno attaccando ed ammazzando con i loro droni, e loro lo sanno. Quando colpiscono quelle tribù, prima attaccano e dopo avvertono il governo, non glielo dicono prima; è una delle cose che irritano di più i pachistani.  Lì cè un forte antiamericanismo.

È un errore pensare che gli iraniani s’arrenderanno se usano contro di loro armi nucleari tattiche ed il mondo si commuoverebbe veramente, forse quando sarà troppo tardi.

Michel Chossudovsky.-  Non possono vincere una guerra convenzionale.

Comandante Fidel Castro Ruz.–  Non possono vincerla.

Michel Chossudovsky.-  E ciò che vediamo nell’Iraq;  in Afghanistan possono distruggere un paese, ma non possono vincere dal punto di vista militare…

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Distruggerlo però a che prezzo, a che prezzo davanti al mondo, a che costo economico, in una marcia verso la catastrofe. I problemi che Lei menziona s’aggravano, perfino il popolo nordamericano reagirà;  perché il popolo nordamericano, anche se molte volte reagisce in ritardo, alla fine reagisce.  Il popolo nordamericano reagisce alle perdite, ai morti.

Il governo di Nixon lo sosteneva molta gente e durante la guerra del Vietnam arrivò perfino a suggerire a Kissinger l’utilizzo dell’arma nucleare, ma questi lo dissuase da compiere quell’atto criminale. Gli Stati Uniti furono costretti dallo stesso popolo nordamericano a mettere fine alla guerra, dovettero negoziare e consegnare il sud. L’Iran dovrebbe rinunciare al petrolio della zona. Il Vietnam cosa rappresentava?  Una spesa.  Adesso sono ancora un’altra volta in Vietnam, comprando petrolio, negoziando. Nell’Iran si perderebbero molte vite e forse sarebbero distrutti gli impianti delle industrie petrolifere in gran parte della zona.

In una situazione come quella che viviamo oggi, è molto probabile che non capiscano il nostro messaggio. Se si scatena la guerra, la mia opinione è che nessuno avrà niente da guadagnare, né loro né il mondo. Se fosse unicamente convenzionale, che è poco probabile, la perderebbero inesorabilmente e se diventa una guerra nucleare globale, la perderebbe l’umanità.

Michel Chossudovsky.- L’Iran ha forze convenzionali che sono…abbastanza significative.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Milioni.

Michel Chossudovsky.-  Eserciti, però anche missili e ha inoltre la possibilità di difendersi.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Finché ci sarà un uomo con un fucile è un nemico da sconfiggere.

Michel Chossudovsky.-  E sono diversi milioni con fucili.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Milioni e dovranno sacrificare molte vite di nordamericani, purtroppo sarebbe allora che gli statunitensi reagirebbero, se non lo fanno adesso, lo faranno dopo, ma sarebbe troppo tardi;  bisogna scrivere, bisogna diffondere in base alle nostre possibilità. Ricordi che i cristiani erano perseguitati, portati nelle catacombe, assassinati, lanciati ai leoni, per secoli non rinnegarono le loro credenze; poi fecero lo stesso ai musulmani e questi non si piegarono mai.

C’è una guerra reale contro il mondo musulmano. Perché si dimenticano queste lezioni della storia? Ho letto molti dei suoi articoli a proposito dei rischi di una guerra.

Michel Chossudovsky.- …Riprendiamo la questione dell’Iran.  Penso che è molto importante che l’opinione mondiale capisca lo scenario di guerra.  Lei espone chiaramente che loro perdono la guerra, quella convenzionale, la stanno perdendo in Iraq ed in Afghanistan, l’Iran ha molte più forze convenzionali della NATO.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Molto più sperimentate e motivate. Loro sono adesso in conflitto con quelle afgane e irachene ed una che non menzionano:  le pachistane della stessa etnia della resistenza in Afghanistan.  E nelle discussioni che si tengono alla Casa Bianca quella guerra la considerano persa; è quello che ci racconta il libro “Le guerre di Obama”, di Bob Woodward. S’immagini cosa vuol dire che se aggiungono a questo la guerra per liquidare quello che rimarrà dopo i primi attacchi in Iran.

Allora sarebbero in una situazione di guerra convenzionale che non possono vincere, o saranno costretti ad una guerra globale nucleare, in presenza di un forte aspetto emotivo a livello mondiale. Non so chi potrà giustificare il tipo di guerra che dovranno fare; in Iran hanno segnalato 450 obiettivi e secondo loro, alcuni di questi dovranno essere attaccati con testate nucleari tattiche, perché si trovano in zone montagnose ed a una certa profondità. Morirebbero molte persone del personale russo e di altre nazionalità che stanno collaborando con loro.

Quale sarà la reazione dell’opinione mondiale di fronte a quest’attacco che irresponsabilmente i media stanno oggi sostenendo con l’appoggio di molti statunitensi?

Michel Chossudovsky.-  Un’altra questione è che l’Iran, l’Iraq, l’Afghanistan, sono in qualche modo tutti paesi vicini.  L’Iran confina con l’Afghanistan, con Iraq e gli Stati Uniti e la NATO hanno strutture militari nei paesi da loro occupati.  Cosa succederà?  Immagino che le truppe iraniane passeranno immediatamente la frontiera.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Bene, non so che tattica useranno, ma se ci mettessimo nei loro panni, la cosa più consigliabile non è quella di concentrare le truppe, perché aumenterebbero le vittime di un attacco con le armi nucleari tattiche.  Vista la minaccia, sarebbe meglio l’uso di una tattica simile alla nostra nel sud dell’Angola quando sospettammo che il Sudafrica disponesse d’armi nucleari; creammo gruppi tattici di 1.000 uomini con un potere di fuoco terrestre ed antiaereo. Le armi nucleari non avrebbero mai avuto alla loro portata una massa di soldati. I missili antiaerei ed altre armi simili appoggiavano le nostre forze. Le armi ed il terreno cambiano e le tattiche devono cambiare continuamente.

Michel Chossudovsky.-  Dispersi.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Dispersi, ma non sono uomini isolati, erano circa 1.000 uomini con le armi adeguate, il terreno era arenoso, dove arrivavano dovevano scavare e proteggersi sottoterra, mantenendo sempre la maggiore distanza tra i componenti. Non si diede mai l’occasione al nemico d’assestare un colpo decisivo contro i 60 mila soldati cubani ed angolani nel sud dell’Angola.

Ciò che facemmo in quel fraterno paese fu quello che, con i criteri tradizionali, avrebbe fatto un esercito di centinaia di migliaia di soldati. Bene, noi non eravamo in 100 mila, nel sud dell’Angola avevano 60.000 uomini, tra cubani ed angolani, dovuto alle esigenze tecniche i gruppi tattici erano formati soprattutto da cubani, perché guidavano i carri armati, i missili, la contraerea, le comunicazioni, però la fanteria era formata da soldati cubani ed angolani, con un grande spirito combattivo, che non esitarono mai nell’affrontare l’esercito bianco dell’Apartheid, sostenuto dagli Stati Uniti e da Israele. Chi manovrava le numerose armi nucleari di cui disponevano all’epoca?

Nel caso dell’Iran, ci sono notizie che stanno scavando nel terreno e quando domandano dicono che stanno creando cimiteri per seppellire gli invasori.

Non so se sarà un’ironia, però credo veramente che dovrà scavare molto per proteggere le sue forze dall’attacco con cui sono minacciati.

Michel Chossudovsky.-  l’Iran ha la possibilità di mobilitare milioni di truppe.

Comandante Fidel Castro Ruz.-  Non solo le truppe, anche i posti di comando sono decisivi. Penso che il decentramento sia molto importante. Gli attaccanti tenteranno d’ostacolare la trasmissione degli ordini. Ogni unità di combattimento deve conoscere in anticipo i particolari di quello che dovrà fare in ogni circostanza. L’attaccante cercherà di colpire e disarticolare la catena di comando con la sue armi radio-elettroniche. Bisogna considerare questi fattori. L’uomo non ha mai conosciuto una simile esperienza.

Comunque l’Afghanistan e L’Iraq sono una sciocchezza se si considera ciò che troveranno in Iran:  l’armamento, l’addestramento, la mentalità, il tipo di soldato. Se 31 anni fa i combattenti iraniani pulivano i campi minati avanzandoci sopra, ora rappresenterebbero senza dubbio gli avversari più temibili con cui si sono affrontati gli Stati Uniti.

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  • José María dijo:

    El que tenga ojos y sepa leer, que se entere y haga lo que le corresponde. Todos somos responsables por comisión u omisión. Nada tenga que ver con este Mundo me, te o le puede ser ajeno. Actuemos ya.

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